Sabato 5 marzo alle ore 21.00 le associazioni Jaima Sahrawi e Un bambino per amico continuano con il progetto UBUNTU e presentano lo spettacolo “Rose Resistenti” fatto di testimonianze e musica.

Un matrimonio artistico con il preciso impegno civile e morale contro tutte le forme di dittature.

Tra la performance e lo spettacolo Rose Resistenti propone la narrazione della storia di lotta di 4 donne: Sultana, Vicepresidente dell’associazione Forum Future pour la Femme Sahrawi e presidente della “Liga” Sahrawi per la protezione dei diritti umani e delle risorse naturali nel Sahara Occidentale in Buchedure, una donna Sahrawi attivista che lotta contro l’occupazione del Marocco nel Sahara Occidentale chiedendo con forza un processo democratico di decolonizzazione attraverso l’autodeterminazione.

Rosa N. (pseudonimo) nata in Calabria e cresciuta in una famiglia della ‘ndrangheta operante nel milanese che decide di collaborare non per vendetta ma perchè sente che quella vita non le appartiene; Marianna Prandi, madre di una giovane staffetta e moglie dell’antifascista e partigiano Epimio Bonini, che per salvare il marito si fa arrestare; Marcela Antonia De Ledo attivista delle Donne di Plaza de Majo, madre di Alberto scomparso durante la dittatura argentina del ‘78.

Marcela marcerà per più di 30 anni fino alla condanna dei militari assassini di 30.000 giovani.

Musica, canto e narrazione si intrecciano dando spirito e forza al susseguirsi degli avvenimenti storici, incisi nella storia personale di ognuna di queste donne che il progetto Rose Resistenti prende come simbolo ed esempio per tutte le lotte che le donne, in quanto donne, hanno e stanno ancora portando avanti in tutto il mondo.

Le storie interpretate da Caterina Lusuardi e le canzoni del gruppo musicale Gasparazzo, suggellano con questo progetto, un matrimonio artistico con il preciso impegno civile e morale contro tutte le forme di dittature. Non solo gli uomini hanno sempre lottato ma anche le donne hanno dato il loro contributo a questo preciso obiettivo. La memoria di questi avvenimenti si innesta sul pensiero delle donne di Plaza de Majo che ci rammentano che dire “è stato quel che è stato è immorale” perchè è un oblio voluto dalla repressione. Occorre ricordare, occorre ripercorrere quei sentieri tortuosi, occorre rendere pubblico un giudizio etico che condanna ora e sempre ogni crimine, ogni identità distrutta e calpestata, ogni vita negata.

Firmato da una Rosa Resistente

con:
Caterina Lusuardi – Teatrante da Reggio Emilia
Alessandro Caporossi – Canto da Carpi (Mo)
Generoso Pierascenzi – Chitarra da Bologna
Roberto Salario – Contrabbasso da Bologna

Rose Resistenti