Sabato 25 marzo 2017 ore 21.00

Albania.

C’è una donna, Lireta si chiama. C’è una donna che guarda oltremare cercando un brandello d’Italia, anche solo una luce. Una luce di Puglia che illumina i sogni di là, nella terra dell’alba.

C’è un gommone che parte e la donna si sta in mezzo agli altri sul mare, cercando d’Italia e di luci.

Tra le braccia ha una bimba che, neanche tre mesi di vita e si trova sull’onda, nel nero di un cielo senza luna.

L’hanno detto alla donna, alla bimba e a tutti gli altri lì sul gommone: “Se arriva la guardia costiera d’Italia buttatevi in acqua!” L’hanno detto anche all’uomo, compagno alla donna che si sta anche lui sul gommone.

Ogni onda che arriva, il mare s’ingrossa più ancora. E più forte è il terrore di perdersi la bambina dalle mani. Ogni volo sull’onda, precede uno schianto sull’acqua arrabbiata e ogni schianto è un ricordo.

Ricordo di un padre con l’alcool e la mano facile, un padre che serra i figli sotto chiave mentre picchia la moglie. Ma Lireta non cede. Ogni volta, disperata, tenta una difesa di quella madre così remissiva, una difesa qualunque gridando, sbattendo, ma senza risposta.

Ricordo di un matrimonio con chissà chi, matrimonio combinato tra famiglie, senza che lei possa dire parola. Ma Lireta non cede. Rifiuta. Tutto rifiuta: l’uomo, il matrimonio, e anche la famiglia.

Ricordo di un fuga da casa e di un innamoramento, “che io” le diceva lui “se mi ami ti porto in Italia”.

Ricordo di una casa vicino al mare, ancora una volta serrata a chiave aspettando che la portassero, insieme alle altre, sulle strade d’Italia, “che io se mi ami ti porto in Italia”, dicevano anche gli aguzzini delle altre. Ma Lireta non cede. E scappa. Ma uno di loro, un aguzzino, la insegue per giorni, la prende, la guarda negli occhi e le dice “ti amo”: anche lui, come l’altro, le dice “ti amo”. E nasce una bimba.

Ricordo di quando con lui e con la bimba in braccio, decidono di prendere quel gommone che adesso aggredisce le vette del mare, enormi, ringhianti, che ogni volta che sei sulla cima butti l’occhio lontano sperando una luce di Puglia. E Lireta non cede e si serra più forte la bimba sul petto.

Ricordo di un volo, a qualche metro dalla costa del Salento, un volo verso l’acqua spinti giù dal Caronte che guida il gommone.

Ed è qui che tutto si sospende: vola Lireta, vola il compagno e vola la bimba di soli tre mesi e un’intera esistenza passa davanti agli occhi, in quel tempo infinito passato per aria – sospesi – prima del contatto con quel mare che è morte, che è vita nuova…

drammaturgia e regia Mario Perrotta

con aiuto regia Paola Roscioli

Laura Francaviglia – chitarra e percussioni

Samuele Riva – violoncello

Alessandro Migliucci

luci suoni  Eva Bruno Mirco Mora

organizzazione Silvia Ferrari

Video promo

LA BIGLIETTERIA presso Comune di Boretto, P.zza San Marco, 5

OSSERVERA’ I SEGUENTI ORARI: MARTEDI’ – GIOVEDI’ – SABATO DALLE 10,30 ALLE 12,30.

servizio prevendita gestito da Vivaticket by Best Union Company s.p.a per l’acquisto di biglietti on-line con maggiorazione per servizio prevendita.

Per informazioni tel. 0522 963724 – 963723 – 963758 – 963759 dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00.

Il pomeriggio del giorno stesso dello spettacolo è possibile conoscere la disponibilità dei posti telefonando al: 348.2949011

Apertura biglietteria la sera dello spettacolo ore 20.30