AGGIORNAMENTO IMPORTANTE!!!

A causa delle condizioni meteo previste per questo fine settimana, lo spettacolo è confermato per oggi Sabato 25 maggio ore 17.00 presso il Museo del Po.

Il Teatro Sociale di Gualtieri in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Boretto-Gualtieri vi aspettano al Museo del Po

“2091. Il mondo è in crisi, la cosiddetta società civile è oramai un lontano ricordo. Non esistono più tecnologia, elettricità e dispositivi digitali. Il petrolio è finito. Le foreste sono rase al suolo. Fa sempre più caldo. La desertificazione avanza. Il livello del mare è salito di oltre 20 metri e continua a salire.
Gli adulti non esistono più e le terre emerse sono abitate solo dai bambini”.
2091 rappresenta il tentativo di ragionare con i ragazzi di Volt su una versione del futuro modellata a partire dal rovesciamento in negativo del nostro 2019. L’anno 2091 diviene così, con un meccanismo tipicamente orwelliano, il simbolo di un futuro distopico nel quale tutto è andato male: l’ambiente è collassato sotto il peso del riscaldamento globale, le terre emerse vanno scomparendo e gli uomini (gli adulti più nello specifico) si sono estinti sopraffatti dalla dominazione di un universo digitale del quale hanno perso il controllo.
Nel 2091 sono rimasti solo i bambini: meno dipendenti dai dispositivi digitali sono stati in grado di adattarsi al collasso della civiltà digitale, si sono organizzati in tribù e vanno alla ricerca di un mondo alternativo a quello dei loro padri.
In questo scenario, alle soglie di un nuovo diluvio universale dovuto a l’innalzamento costante del livello dei mari, un’Arca arrugginita rappresenta la possibilità di partire simbolicamente verso l’ ”Altrove”: ma cos’è l’Altrove? Una versione del nostro mondo nella quale l’uomo è riuscito a operare un cambiamento? Un mondo completamente nuovo nel quale tutto sarà fondato su criteri diversi da quelli che hanno portato alla catastrofe?
Abbiamo chiesto di rispondere direttamente ai bambini e ai ragazzi di Volt proponendogli di ragionare su temi come potere, immigrazione, memoria, dipendenza dai dispositivi digitali, paura della solitudine e importanza delle risorse ambientali.
Sullo sfondo di un orizzonte futuro che si preannuncia distopico, 2091 è il tentativo di costruire una piccola utopia in forma teatrale.

teatrosocialegualtieri.it/VOLT