Il consiglio comunale di Boretto si schiera a fianco del popolo Saharawi. A seguito del peggioramento della situazione nel Sahrawi, con l’interruzione del “cessate il fuoco” in violazione dei patti del 1991 nella zona di El Guerguerat e la conseguente apertura delle ostilità tra gli stessi Saharawi e il regno del Marocco, nella seduta di mercoledì sera è stato approvato – con il voto favorevole della maggioranza e quello contrario dell’opposizione – un ordine del giorno che invita le istituzioni italiane e il Ministero degli Esteri a condannare l’aggressione marocchina ai danni del popolo Saharawi, di sostenere la nomina da mesi sospesa dell’inviato speciale del segretario Onu per il Sahara Occidentale affinché riprendano i colloqui tra le parti al fine di convocare il referendum di autodeterminazione e di proporre di dare mandato alla Minurso (Missione di pace delle Nazioni Unite nel Sahara Occidentale) di sorvegliare la tutela dei diritti umani, nonché di adoperarsi per proporre misure economiche di contrasto al commercio delle risorse del Sahara Occidentale da parte del Regno del Marocco in violazione del diritto internazionale e dei verdetti della giustizia europea

“Il Comune di Boretto – ha spiegato l’assessore Silvia Saracca durante la presentazione del documento – ha stretto un patto di amicizia con questo popolo nel 2016, aderendo al progetto “Jaima tenda”, un progetto di ospitalità per bambini definiti piccoli ambasciatori di pace e che sono stati ospitati anche da famiglie borettesi nel periodo estivo. Un momento importante per questi bambini per passare un’estate spensierata e divertente e per dargli la possibilità di effettuare screening sanitari. Quest’anno, per ovvie ragioni dovute alla pandemia, è stato difficoltoso inviare aiuti umanitari in quelle terre e non è stato possibile ospitare in Italia i bambini”. Il Comune di Boretto rientra nella rete dei Comuni reggiani amici del popolo Saharawi, di cui fanno parte anche Reggio Emilia, Scandiano, Albinea, Gualtieri, Guastalla, Fabbrico, Rolo, Novellara, Luzzara, Rubiera, Reggiolo, Cavriago, Viano e Quattro Castella che insieme hanno risposto all’appello lanciato dall’associazione Jaima Saharawi e che ritengono indispensabile l’intervento dell’Europa e della comunità internazionale per impedire al Regno del Marocco ulteriori azioni lesive della legalità internazionale e del diritto inalienabile all’autodeterminazione del popolo saharawi.