Mercoledì 3 ottobre – ore 20.45 presso la Bottega del Tempo Libero 18esima conferenza sul servizio postale fra le trincee della Grande Guerra

La Prima Guerra Mondiale cambiò totalmente l’idea del servizio postale ereditata dai secoli precedenti e tutti gli eserciti si dotarono di un sistema postale di nuova concezione. Non tutti i
protagonisti della Grande Guerra capirono a fondo l’importanza psicologica e strategica di questo
servizio e molti servizi postali presentarono carenze organizzative.

La vita in trincea fu difficile per i soldati che si trovarono avvolti in un mondo di violenza e
solitudine. I fanti impegnati nella Grande Guerra si trovarono a trascorrere molte ore fermi con la
consegna del silenzio. Le uniche attività possibili potevano essere rappresentate dalla lettura e dalla scrittura, ma ben pochi erano in grado di praticarle speditamente. Il desiderio di comunicare con i propri famigliari in servizio, di sentirsi più vicini a loro, fu di grande stimolo per i soldati così da spingerli ad impadronirsi di messi determinanti nei rapporti umani. Il Regio Esercito italiano organizzò delle piccole scuole, grazie all’aiuto di molti cappellani militari, che consentirono una istruzione di base a molti fanti italiani, fino a quel momento analfabeti. Dove non fu possibile predisporre scuole, che solitamente trovarono posto  all’interno delle Case del Soldato, furono alcuni ufficiali o cappellani militari ad improvvisare piccole scuole nelle baracche o nei rifugi delle trincee. Questa improvvisata azione di alfabetizzazione di base permise un’istruzione di massa davvero unica in quel periodo dove ancora troppo pochi frequentavano abitualmente la scuola.

In tutti gli Stati in guerra la corrispondenza conobbe un’esplosione senza precedenti. Nel mese di
ottobre 1914, appena due mesi dopo l’inizio del conflitto,  il servizio postale dell’esercito britannico arrivò a smistare  650.000 lettere e 85.000 pacchi la settimana; nel 1916, furono spediti al fronte settimanalmente quasi 11 milioni di lettere e 875.000 pacchi. In Francia furono inviate durante tutto il conflitto, circa 10 miliardi di missive. In Germania mediamente, vennero smistate durante la guerra 16,7 milioni tra cartoline militari, lettere e pacchi. Alla sola Germania, fra il 1914 e il 1918, vengono attribuite  28,7 miliardi di lettere.

I fanti italiani non  furono da meno e, durante la Grande Guerra, lungo la penisola viaggiarono  più
di 4 miliardi di lettere e cartoline, 20 milioni circa di raccomandate, 9 milioni di pacchi e 30 milioni di vaglia postali. Questi numeri sono davvero impressionanti tenendo presente che nel 1911 il Ministero dell’Istruzione italiano censì un analfabetismo al 43% e un semianalfabetismo al 15/20%.

Durante la Prima Guerra Mondiale per la prima volta nella storia la posta divenne un fenomeno di massa  che  trovò impreparati molti comandi militari.

3 ottobre 2018 Volantino Posta al fronte